La Marcia su Roma raccontata da Emilio Lussu, Ignazio Silone e Piero Gobetti.
Un articolo per Galápagos.
La Marcia su Roma è stata uno dei momenti chiave della storia italiana: il 28 ottobre 1922, le camicie nere di Mussolini arrivarono nella capitale, dando il via al primo governo Mussolini e, poi, alla dittatura fascista. Ma cosa successe davvero in quei tre giorni di marcia? Ce lo raccontano bene Emilio Lussu, Ignazio Silone e Piero Gobetti, tre grandi intellettuali e scrittori antifascisti.
Secondo Lussu, proprio durante quei giorni Mussolini venne a conoscenza di un complotto ordito contro di lui da parte del capo del governo, Facta. Il primo ministro aveva in mente di utilizzare il vate Gabriele D’Annunzio per neutralizzare la marcia fascista su Roma, ma Mussolini era già pronto ad agire. Silone, nel suo saggio "Il fascismo. Origini e sviluppo", racconta come il rapporto tra Mussolini e D'Annunzio fosse teso, tanto che i due avevano ciascuno una scorta di armati costantemente in agguato.
Gobetti, invece, parla di un certo “garibaldinismo” nel modo di agire di Mussolini, caratterizzato da faciloneria e mancanza di chiarezza intellettuale. Ma il leader fascista capì bene l’importanza della teatralità nella politica italiana e organizzò una marcia su Roma annunciata da tempo e finanziata anche dalla Massoneria.
Insomma, la Marcia su Roma fu una grande “farsa” che portò Mussolini al potere, ma ciò non toglie l’importanza simbolica che l’operazione rivestì.

